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Tentato omicidio cardiologo a Foggia, fratello il mandante (VD)

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
18 Maggio 2018
Foggia // Stato prima //

Foggia, 18 maggio 2018. Lo scorso 27 marzo 2018, Massimo Correra e il figlio minorenne, all’atto di uscire dall’atrio della propria abitazione a Foggia in via Vittime Civili, sono stati affrontati da due persone di cui una all’interno dell’atrio esplodeva due colpi di arma da fuoco al loro indirizzo senza causare il ferimento per un solo caso fortuito ed una seconda posta all’esterno dell’abitato.
In seguito i due autori si davano alla fuga. Sul luogo dell’evento sono stati repertati due bossoli calibro 7.65 e sulla vetrata del portone è stato acclarato il foro del proiettile ad una altezza dal suolo di 1.72 cm. Con il coordinamento della Procura di Foggia, la Squadra Mobile avviava una immediata indagine fondata tanto sulla acquisizione minuziosa di alcuni sistemi di videosorveglianza presenti nella zona , nonché su varie attività tecniche.
L’acquisizione delle immagini consentiva di individuare alcuni minuti precedenti l’evento delittuoso l’arrivo degli autori dell’agguato a bordo di un’autovettura modello Suzuki Swift, attraverso ulteriori immagini successivamente acquisite si riusciva ad ottenere la lettura della targa di nazionalità bulgara. La ricerca minuziosa di detta auto, a distanza di alcune settimane, sortiva esito positivo e consentiva di posizionare a bordo della stessa adeguata strumentazione idonea alla localizzazione,
Nel contempo le varie attività tecniche avviate consentivano di orientare le indagini sul versante familiare, consentendo di comprendere nello specifico l’esistenza di un forte rapporto conflittuale fra la vittima ed il proprio fratello Maurizio nato a Foggia classe 1965, pregiudicato.
La situazione conflittuale era dovuta all’esistenza di forti dissapori per motivi economici ed ereditari, il tutto anche confermato dalla vittima in sede di denuncia.
VIDEO

Il possibile movente trovava altresì una conferma nella circostanza che gli autori dell’agguato erano riusciti ad entrare nell’androne della casa della vittima senza alcuna forzatura al portone di ingresso , e pertanto risultava plausibile che Maurizio potesse disporre di dette chiavi di ingresso e le avesse date ai soggetti incaricati di uccidere il fratello.
Una volta accertata che l’auto oggetto di localizzazione fosse sempre nella disponibilità delle stesse persone, veniva operata una perquisizione ove le stesse dimoravano, ovvero un casolare sito in località Borgo Segezia, dove venivano identificati Rizvani Shpetim nato in Albania classe 1994 e la madre Tusha Haxhire nata in Albania classe 1958, oltre ad un terzo soggetto Albanese. Condotti presso gli Uffici della Squadra Mobile , da attività tecniche ivi predisposte, nonché dalla escussione dei due albanesi madre e figlio emergeva la loro piena partecipazione attiva in qualità di esecutori materiali del tentato omicidio, nonché la circostanza che il loro coinvolgimento era stato richiesto da parte di Maurizio Correra, grazie anche all’intermediazione di uno straniero allo stato non identificato, che previo pagamento della somma di euro 5000 aveva dato loro l’incarico di uccidere il proprio fratello, fornendo nel contempo anche l’arma da utilizzare.
Emergeva altresì la circostanza che Maurizio Correra, al fine di precostituirsi un alibi, aveva consegnato preventivamente ai due albanesi uno scritto in cui risultava che loro stessi avevano ricevuto mandato di simulare l’azione delittuosa da parte della stessa vittima , ovvero Massimo Correra, tale scritto i due Albanesi avrebbero dovuto consegnarlo all’avvocato nel caso in cui fossero stati fermati dalla Polizia.
La circostanza che i due albanesi parlando negli Uffici della Questura riferivano di volere portare a termine l’azione delittuosa determinava la locale Procura della Repubblica ad emettere nella giornata di ieri il provvedimento di fermo nei confronti dei due esecutori materiali, nonché del mandante del tentato omicidio.
Redazione StatoQuotidiano.it

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