Edizione n° 4811

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Con Rocco Pignatiello, un viaggio nella Storia

AUTORE: 
Redazione
PUBBLICATO IL: 
5 Maggio 2018
Salute e benessere // 

Foggia. La Poesia come testimonianza Vera, Volenterosa, Vivace della “cronaca dei tempi, dei giorni, delle figure sociali, dei protagonisti”.
Tripudio di Emozioni, Stati d’animo, Passioni, Sogni, Speranze…tutte da condividere.
La Memoria Storica: “Una stella lì dispersa nel cielo o una luce-guida “per illuminare, rinfrancare le proprie Radici, affinché crescano sane e forti nel tempo?
Questo un po’ il file rouge dell’incontro Letterario con Rocco Pignatiello, tenutosi lo scorso 3 maggio 2018, presso il Bar Pasticceria “Vanità Bakery”, a Rocchetta Sant’Antonio, autore de “Raffaele Fusco, Poeta Civile”, edito da Delta 3 Edizioni.
“Caffè letterario” curato in ogni dettaglio, “carburante ristorativo-strategico e di benvenuto” per i tanti turisti che, in ogni momento dell’anno, affollano il centro cittadino, punto di incontro “per sgranocchiare” prodotti tipici locali.
Al suo esterno, sotto un telone bianco, tappeto verde con spazio adibito alle serate in musica e non solo, in Corso Dauno Irpino,10, a Rocchetta Sant’Antonio, “lì sulle vette quasi del Sub Appennino Dauno, in una serata quasi uggiosa sí ma con tanta voglia di…leggere insieme.
A conversare con lui, il Professor Pasquale Bonnì, Socio Fondatore dell’Associazione Culturale “Il Presidio del Libro”, promotrice iniziativa.
Saluti a cura del Vice Sindaco Pompeo Ciriello, con Delega ai Lavori Pubblici e all’ Urbanistica.
Presenti componenti associazione culturale no-profit con, nel suo background, tante iniziative realizzate grazie allo spirito di squadra, cooperazione e la voglia di non abbattersi mai, di uomini e donne, ragazzi e ragazze, senza distinzione di posizione sociale. Persone comuni, “famiglia coesa, compatta e in continua crescita” grazie alla partecipazione attiva e propositiva di alcuni alunni degli Istituti locali che, in ogni momento dell’anno, cercano per quanto possibile, “di disseminare qua e là, pillole di memoria”, per utilizzarle nelle fredde serate d’inverno o, perchè no, sotto l’ombrellone, d’estate, tra un tuffo e l’altro.
Scrivere non per la gloria letteraria, ma perché si crede fermamente nel valore comunicativo e divulgativo che la Poesia ha e deve avere, soprattutto nell’era della sempre più affannosa rincorsa “all’ultimo mi piace Social”, ha evidenziato il moderatore, “a capello introduttivo” sublime serata.
Rocco Pignatiello è nato a Lacedonia, paese in provincia di Avellino, lì “sulle colline quasi dell’Irpinia”, a pochi chilometri da Rocchetta Sant’Antonio, sui Monti Dauni, tra “irtuose curve” in cui è possibile fare “un breve ristoro” di acqua fresca alla Fontana di San Martino, una delle Bellezze visitate poche settimane fa, durante le giornate F.A.I. di Primavera.
È docente di Lettere, ha collaborato con la rivista di Storia Contemporanea “Quaderni Irpini”, guidata da Annibale Cogliano.
Molti suoi articoli sono presenti all’interno della rivista ” Vicum”. E ancora… Per la rivista “Le cronache meridionali” ha realizzato un Progetto Pilota dal titolo: “l’alta Irpinia”. Storia di un Poeta, Raffaele Fusco, che scrive in quanto crede vivamente “nel valore distributivo” che la poesia e la letteratura possono avere, visti come “ponte di un mondo nuovo” per combattere la solitudine che l’attanaglia.
Nell’ Opera Letteraria, in modo attento e minuzioso, “si apre, nel cielo ricoperto da nubi”, il legame tra la sua Poesia e la sua Vita, ricostruendo, attraverso testi, pensiero e esperienza dell’autore, unitamente al clima ideologico ed estetico del suo tempo: il culto della Patria, della Guerra, dell’Eroe, della Gioventù e non solo.
Si sofferma, poi, sulla sua formazione culturale avvenuta in carcere a seguito dell’omicidio di un suo coetaneo, all’età di ventidue anni. Qui, “nel silenzio di una cella fredda e silenziosa con, a far da compagni di strada, i raggi del sole che entrano dalla finestra a strisce, le stelle e la luna”, il poeta Raffaele Fusco studia i grandi autori della Letteratura Italiana, tra rimorsi, sensi di colpa, desiderio di redenzione e di riscatto.
Quindici anni raccontati, come in confessione, nel poema “Il recluso e la prigione”.
La realizzazione di questa docu-opera, come si può leggere nella seconda pagina del libro, è stata messa sù grazie al ritrovamento dell’incartamento con, al suo interno, le cinquantadue poesie raccolte da Lugi Chicone in più di dieci anni di ricerca attenta e minuziosa, ora disponibili per cultori e semplici appassionati, grazie alla generosità del figlio Giuseppe e dalla moglie Ezia Grasso.
Quattro le categorie in cui è suddivisa: 1) “Poeta della Miseria” e della sofferenza; 2) “Poesie Sparse” tra cui il contadino, la Marcia su Roma, Natale, Pasqua 1931, per poi arrivare alle Tribolazioni, il Lamento, Addio alla Poesia, 3) “Viaggio all’inferno del carcere”; per poi concludersi con “La ricezione del poeta nel tempo”, ovvero, cosa resta della sua poesia oggi.
La lettura aiuta a far diventare la persona, giovane o meno giovane “più umile e rispettosa verso la natura”, più tollerante verso il prossimo.
Solo nel dialogo, ha rinfrancato, in un secondo momento, l’autore Rocco Pignatiello, “con gli occhi lucidi dall’ emozione” per la presenza di tanti suoi compaesani, accorsi numerosi per l’ occasione, grazie al “tam tam Social” e con locandine distribuite capillarmente un po’ su tutta “la piazza del paese” tra Bar, Ristoranti e centri di aggregazione socio-culturale, l’umanità può e deve diventare più autentica, libera dalle sue “indigenze”, per cercare contatti, consensi e relazioni “scavando in profondità, con le unghie e con i denti” se necessario.
Parole chiave del suo coinvolgente intervento: Leggere, per essere protagonisti, pagina dopo pagina, di tante storie, scoprendo nuovi e inesplorati Mondi.
Essere, vigili, curiosi, (ri)cercatori. La Storia:
Nella seconda parte della serata, spazio a interventi del pubblico presente, durante i quali è emerso come il narrare, “quasi irrispettoso e trasgressivo” di ogni protocollo formale, esondante, talora ripetitivo, scorre però veloce e leggero su un lessico elementare ed essenziale, comprensibile anche “ai non addetti ai lavori”.
Filo conduttore della serata letteraria, le tre C: Credi, Condividi, Certifica la Vita con le tue opere, piccole o grandi che siano.
Dialogare, Condividere, “costruendo ponti per unire piccoli e grandi realtà, riscaldate da un unico grande Stivale-Italia”.
Marco Bonnì