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Mafia, 104 arresti per infiltrazioni clan in economia

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(ANSA) I carabinieri del Ros stanno eseguendo, a Bari e in altre località del territorio nazionale, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 104 presunti affiliati ai clan “Mercante-Diomede” e “Capriati”.
Il provvedimento scaturisce da un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, che ha ricostruito gli assetti organizzativi, le attività criminali e la capacità di infiltrazione dei clan nel tessuto economico e sociale della città e della provincia di Bari. (ANSA)

Controlli carabinieri Ros (statoquotidiano)
Controlli carabinieri Ros (statoquotidiano)

Grande successo per la kermesse “Grani Futuri”, a San Marco in Lamis

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Rignano Garganico.  Occorre far sistema per rilanciare nel mondo talune tradizioni, come il pane, alimento principe nella gastronomia italiana. E non solo. Il tutto si ripete per la seconda volta, a San Marco in Lamis, città del pane per antonomasia, dove è in corso la manifestazione “GraniFuturi”, richiamando sul posto i migliori panificatori e chef della Puglia e con essi, un pubblico variegato ed interessato, proveniente da ogni dove. Si è cominciato sabato 16 giugno, con il Teatro del pane e l’apertura della “Via del gusto / Street food”” (Via Lungo Jana), prosieguo in Vico Palude con il Salotto letterario, a cura di Pino Aprile e conclusione con il programma “Facite Ammuina” (animazione), fatto di balli e di musiche popolari in strada. Domenica 17 è stata dedicata in parte all’ambiente e alla natura (nordic walking nel bosco Difesa; mountain bike sulle coppe verso Rignano; trekking visita Convento di Stignano; caccia alle orchidee selvatiche; visita ad un’azienda da Grani Futuri: pastificio Arte). Da mezzogiorno in poi sono proseguite le iniziative attinenti: Gara del Pancotto; laboratorio del pane, con il coinvolgimento anche dei più piccoli; la voce del pane (raccontandosi lungo la Via del Gusto); la riapertura della medesima e in prosieguo il “Salotto letterario” con il succitato Aprile e la conclusione con Facite Ammuina, già detta. Durante la due giorni sopraccennata, il tutto è stato arricchito da esposizioni artistiche, performance e appuntamenti con le tradizione, a cura di scuole ed associazioni. Lunedì 18 si andrà fuori.
Alle ore 9,30 avrà luogo il congresso scientifico “Sustinere itinere” e con la mostra sulla antica “Mietitura”, alle Matine (campagne sottostanti alla città di San Pio) . In serata si concluderà il tutto con la “Cena di pane” alla masseria “Calderoso”. La stessa sarà interpretata dai seguenti chef: Corrado Assenza (Caffè Sicilia); Agostino Bartoli (Gatto Rosso); Stefano di Gennaro (Quinteessenza); Luca Lacalamita (già enoteca Pinchiorri); Enrico Recanati (Ristorante Andreina); Angelo Sabatelli (Ristorante idem); Zahie Tellez (dal Messico); Viviana Varese(Alice Ristorante); Pietro Zito (Antichi Sapori); Domenico Cilenti (Porta di Basso); Luigi Nardella (Masseria Montaratro). Il ricavato della cena di beneficenza (su prenotazione) sarà destinato al Reparto di Oncologia Pediatrica di Casa Sollievo. A rilanciare il tema, ci ha pensato nuovamente “Forno Sammarco”, con il sostegno-patrocinio degli Enti Pubblici (Comune, Parco, Regione) e delle aziende private.
La kermesse, che ha visto le prime uscite positive al Bit di Milano e all’Expo, potrebbe in futuro assumere caratteristiche ulteriormente più importanti ed ampie, investendo l’intero Stivale. E questo grazie ad alcune importanti coincidenze, di cui già abbiamo accennato lo scorso anno. Il riferimento è alla farina di 32 mila anni fa (Paleolitico Superiore), scoperta nella vicina Grotta Paglicci (Rignano Garganico) e ritenuta la più antica del mondo. Ecco il resto dello scritto “…Grotta Paglicci continua a stupire il mondo  con i suoi sensazionali ritrovamenti e scoperte. Ora è la volta della farina, il cui uso si attesta a partire da 32 mila anni da oggi. Ossia in pieno Paleolitico Superiore. Finora si riteneva che la capacità di lavorare i cereali in modo da ottenere la farina si fosse affermata molto più tardi, nel corso del Neolitico, più o meno in coincidenza con l’avvento dell’agricoltura. A stabilirlo è un gruppo di ricercatori delle Università di Siena (Anna Maria Ronchitelli)  e Firenze (Bruno Foggi),  della Soprintendenza archeologica della Toscana (Biancamaria Aranguren) e dell’Istituto italiano di Preistoria e Protostoria (Anna Revedin). Gli stessi  hanno analizzato uno poderoso strumento litico recuperato nella campagna di scavo 1989 a Grotta Paglicci (direttore degli scavi, il noto paleontologo, Arturo Palma di Cesnola, amico stretto ed apprezzato di Pasquale Soccio ), nelle vicinanze di Rignano Garganico. Si tratta di un pestello da macinazione. Lo si  rileva dai residui di grani di amido trovati su di esso.  Sono stati propri questi resti di graminacei, con ogni probabilità avena, a spingere gli studiosi ad approfondire…gli abitanti dell’insediamento di Grotta Paglicci, nonostante fossero   cacciatori-raccoglitori, avevano acquisito la sofisticata tecnica di manipolazione delle piante necessaria a ottenere farina.
L’analisi condotta dai ricercatori indica che la tecnica adottata prevedeva almeno quattro fasi di preparazione: l’essiccazione della parte da macinare, che veniva accelerata con un trattamento termico, la macinazione, il mescolamento con acqua e la cottura.. L’analisi dei grani ha rivelato anche che gli abitanti di Grotta Paglicci raccoglievano per lo più chicchi di graminacee selvatiche, con una chiara preferenza per l’avena… La raccolta delle piante e le successive fasi di lavorazione e preparazione per la cottura erano infatti attività che richiedevano molto tempo, indicando quindi che lo sfruttamento delle risorse vegetali per l’alimentazione aveva un ruolo importante nelle strategie di sussistenza. Siamo, dunque, ai primordi dello sviluppo dell’Agricoltura che sarà dominante migliaia di anni dopo, cioè nel neolitico, unitamente all’addomesticazione degli animali e all’affinamento e levigatura  degli strumenti in selce…>>. Da rilevare ancora che nella sottostante piana di Rignano fu sperimentato alla fine dell’800 presso l’azienda dei marchesi Cappelli (omonima masseria presso Mezzanagrande e l’altra presso Saldoni) il famoso grano duro ‘senatore’, dal nome del parlamentare Raffaele Cappelli, la cui coltura dominò per oltre mezzo secolo, in larga parte d’Italia e d’Europa per le sue straordinarie qualità organolettiche. E si coltiva ancora in Puglia e in altre regioni, nonostante la concorrenza di altre qualità a più alto rendimento”.
N.B. Per saperne di più sull’argomento: www.grottapaglicci.it
A cura di Antonio Del Vecchio,
Rignano Garganico 18.06.2018

Lamento di Portnoy – P.Roth, 2000

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Bologna/Manfredonia. Tra i più grandi scrittori americani contemporanei, Philip Roth, recentemente scomparso, deve a questo romanzo del 1969 l’inizio della sua popolarità, cresciuta poi negli anni grazie a tanti altri capolavori.
LAMENTO DI PORTNOY. Travolto da desideri che ripugnano alla coscienza e da una coscienza che ripugna ai desideri, Alex Portnoy ripercorre con l’analista la propria esistenza, a partire dalla famiglia ebraica. Quel che gli interessa più di tutto, però, è il sesso: dopo un’adolescenza trascorsa chiuso in bagno, Alex si butta in una storia dietro l’altra, sempre con ragazze non ebree, quasi che penetrandole potesse penetrarne anche l’ambiente sociale.
ANALISI. Dopo una raccolta di racconti e due romanzi, arrivò nel 1969 questo “Lamento di Portnoy” a portare un po’ di scompiglio nel mondo della narrativa americana, per via di alcune descrizioni ritenute esplicite di attività sessuali. Oggi questa cosa può far sorridere, ma il romanzo non ha perso (non tutta, almeno) la sua forza dissacrante e la sua potenza intelligentemente ironica. Un Portnoy meno scandaloso, quindi, ma ancora attuale. Anche per merito della scrittura sapiente e immortale di Roth, capace di scandagliare l’inconfessabile come pochi altri. “Lamento di Portnoy” è una lunga confessione sul lettino dell’analista, da parte di un personaggio (che ha molto del suo autore) in cerca di normalità. Roth è come quei professori che catturano la nostra attenzione facendoci ridere mentre spiegano concetti molto importanti. Scrive cose del tipo: “Può la gente essere tanto abissalmente idiota e vivere?” oppure “Con una vita come la mia, Dottore, a che mi servirebbero i sogni?”. O ancora (questa è straordinaria): “La conversazione non è solo un conflitto a fuoco in cui spari e ti sparano addosso! In cui devi strisciare al riparo e mirare per uccidere! Le parole non sono soltanto bombe e pallottole… no, sono piccoli regali, contengono significati!”.
L’AUTORE. Philip Roth (Newark, 19 marzo 1933 – New York, 22 maggio 2018) ha vinto il Pulitzer nel 1997 per “Pastorale americana”. Nel 1998 ha ricevuto la National Medal of Arts alla Casa Bianca, e nel 2002 il più alto riconoscimento dell’American Academy of Arts and Letters, la Gold Medal per la narrativa. Ha vinto due volte il National Book Award e il National Book Critics Circle Award, e tre volte il PEN/Faulkner Award. Nel 2005 “Il complotto contro l’America” ha ricevuto il premio della Society of American Historians per “il miglior romanzo storico di tematica americana nel periodo 2003-2004”. Recentemente Roth ha ricevuto i due più prestigiosi PEN Award: nel 2006 il PEN/Nabokov Award e nel 2007 il PEN/Saul Bellow Award for Achievement in American Fiction. Nel 2011 ha ricevuto la National Humanities Medal alla Casa Bianca, ed è poi stato dichiarato vincitore della quarta edizione del Man Booker International Prize. Tra le sue opere (disponibili anche in una nuova collana in edicola): Pastorale americana, Ho sposato un comunista, La macchia umana, Il teatro di Sabbath, Il grande romanzo americano, Lo scrittore fantasma, Everyman, Indignazione, Nemesi.
Il giudizio di Carmine
Philip Roth
LAMENTO DI PORTNOY
2000, Einaudi
Valutazione: 5/5
A cura di Carmine Totaro, Redazione StatoQuotidiano.it – Riproduzione riservata

Foggia, spari in via Sbano: arrestato responsabile

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Foggia. Gli agenti della Questura di Foggia hanno individuato l’autore del ferimento dell’uomo attinto ieri da colpi d’arma da fuoco. I particolari saranno resi noti oggi alle ore 11.00, nel corso della conferenza stampa che si terrà presso la Questura di Foggia.
I fatti sono avvenuti nei pressi di Via Sbano. Il giovane colpito sarebbe rimasto ferito in modo lieve.

Foggia, nuova modalità mista per corso di laurea L33 a Economia

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Foggia. Nuova modalità mista per il corso di laurea L-33 presso la facoltà di Economia di Foggia a partire dall’anno accademico 2018/2019.
“Non è un nuovo corso di laurea. Il corso di laurea esiste già, solo che dal prossimo anno di studi verrà erogato in modalità mista. Una parte delle lezioni sarà erogata secondo modalità didattica tradizionale con lezioni in presenza e frontali, mentre l’altra parte, in una percentuale che oscillerà dal 10 ed il 70%, sarà erogata secondo la forma elearning di ateneo, quindi con lezioni a distanza”.
Spiega così la novità che viene dalla Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Foggia, il professor Luca Grilli, docente di Metodi matematici dell’Economia e delle scienze attuariali.
La modalità mista partirà per gli studenti del primo anno e andrà a regime gradualmente.
“Nel primo anno abbiamo il corso di Diritto privato il cui docente ha già messo a disposizione tutte le lezioni del suo corso online, quindi nelle lezioni in presenza farà semplicemente dei seminari integrativi e di approfondimento” aggiunge Luca Grilli “L’esame di Matematica Generale, che consta in tutto di 8 crediti formativi, verrà erogato per 6 crediti in modalità tradizionale e per 2 crediti in modalità elearning.
La stessa cosa per l’esame Economia Aziendale. Gli insegnamenti più importanti del primo anno quindi presentano la modalità mista”.
La cosa importante è che soprattutto i lavoratori o coloro che incontrano difficoltà a raggiungere la sede della facoltà potranno trarre vantaggio da una formula del corso cosiffatta.
“È chiaro che la lezione frontale offre il vantaggio di un feedback immediato e di una interazione diretta” le parole del docente universitario Grilli “ed è per questa ragione che abbiamo scelto la modalità mista senza convertire il corso in modalità completamente elearning”.
La modalità mista deve essere vista piuttosto come una possibilità in più soprattutto per alcune materie scoglio con cui gli studenti trovano qualche difficoltà.
In tali casi, rivedere le lezioni, riascoltare, può essere un’opportunità in più per gli studenti per studiare rivedendo gli argomenti più volte e riascoltandoli direttamente dalla voce registrata del professore.
“Nel PeF24 – il percorso formativo erogato per gli aspiranti docenti di scuola secondaria – abbiamo già riscontrato come erogando lezioni online si potesse fornire un aiuto nello studio a studenti provenienti da situazioni a volte limitanti rispetto alla possibilità di frequentare le lezioni” racconta poi il professor Grilli. “Inoltre il nostro centro elearning di Ateneo ha già un’esperienza consolidata nel campo della formazione elearning in relazione a master, corsi di laurea. Ed io credo che il feedback sia sempre stato positivo.”
Il corso di laurea L-33 è molto attento a recepire le istanze che vengono dal territorio. A tal proposito il Cds (Corso di Studio) del corso L-33 ha istituito un comitato di indirizzo con quattro partner fondamentali, ossia Banca popolare di Puglia e Basilicata, Confcommercio, la CCIA Agricoltori, l’Entreprise Europe Network (facilitatore di impresa che connette le imprese con i bandi europei).
In più gli studenti vengono chiamati ad esprimere pareri e presentare istanze con dei focus group ogni anno. Proprio da questi è emersa la necessità degli studenti di ricevere ulteriori strumenti come forma di aiuto negli insegnamenti più impegnativi. “Ed è anche in seguito a questo che abbiamo pensato di attivare corsi che almeno in parte fossero in modalità elearning” spiega ancora Luca Grilli.
“Abbiamo inoltre fatto tesoro di un progetto regionale che ha concesso un finanziamento per ampliare l’attrezzatura con cui rafforzare il centro elearning”.
Daniela Iannuzzi

Perseguita donna di Cerignola, divieto di avvicinamento

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Foggia. Nella giornata di ieri, agenti del Commissariato di P.S. di Cerignola, hanno notificato l’ordinanza di misura cautelare di divieto di avvicinamento nei confronti di un uomo D. D. di Cerignola, classe 1975.
Il predetto era già stato destinatario di un provvedimento di ammonimento emesso dal Questore in data 16.10.2017, ma la misura cautelare si rendeva necessaria, in quanto l’uomo perseverava nella condotta persecutoria nei confronti di una donna cerignolana, rendendole la vita impossibile.
I comportamenti molesti e persecutori sono stati posti in essere allo scopo di costringere la vittima ad allacciare una relazione sentimentale, che la stessa non aveva nessuna intenzione di instaurare.
Le indagini iniziate con la denuncia da parte della donna, condotte dagli investigatori hanno consentito di accertare da parte dell’uomo una forma ossessiva di corteggiamento, che si concretizzava attraverso continui pedinamenti e appostamenti nei luoghi normalmente frequentati dalla vittima, tanto da indurre nella stessa, oltre a vivere perennemente in uno stato di paura, la necessità di modificare la proprie abitudini pur di evitare incontri con il molestatore.
La donna era costretta a subire continui messaggi molesti e perfino amici e familiari erano diventati obiettivo del molestatore.

Il suicidio assistito dell’italiano. Quel presidente del Consiglio che parla tutte le lingue

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Su facebook un post diffuso in modo capillare diceva che il presidente Conte al G8, contrariamente ai suoi predecessori, parlava tedesco con la Merkel, francese con Macron, e ovviamente inglese con Trump. Forse non è vero, se lo fosse non sarebbe una bella notizia. Il presidente dell’Accademia della Crusca (Marazzini) racconta che in un’assise internazionale un ministro francese dava i saluti in inglese e poi parlava in francese, uno spagnolo parlava in spagnolo, arriva l’italiano e parla inglese. Quasi vergognandosi della sua lingua. Sarebbe bello sentire qualche volta la Merkel che dice qualche parola in italiano, e, perché no, anche Trump!
Siamo uno strano paese. Molti si rivolgono alla Treccani, all’Accademia della Crusca… per invocare interventi censori su una parola, un accento. Si scandalizzano per “salire su” o “scendere giù” (espressioni ritenute scorrette), uso della maiuscola o minuscola dopo il punto interrogativo… e poi a Milano al politecnico si richiede come lingua di “dottorato” solo l’inglese, che è una straordinaria lingua di cultura, un modello della divulgazione scientifica. Ma anche la lingua italiana lo è. Noi, però, invece di affiancare come fanno in altri Paesi, sostituiamo. Invece di una sana complementarità, annulliamo l’italiano, che dal XIII secolo, adagio adagio, è penetrato nelle altre lingue, dando una immagine viva del nostro paese. Mentre le grandi potenze coloniali imponevano le loro lingue su popoli subalterni, l’italiano si è diffuso con una “rivoluzione silenziosa” e ha sempre viaggiato sulle ali di un “prestigio”, che proveniva dalle abilità di marinai, commercianti, letterati, architetti, musicisti…
Mi ricordo la passione per la lingua italiana dei contadini e dei braccianti, quando a me giovane studente, in estate, ponevano domande accumulate per giorni e mesi. Si dice imfermeabile o impermeabile, (canale) collettone o collettore, fronne o foglie… Erano per lo più discussioni tra padri e figli. Ed ero quasi sempre costretto a dare ragione a ragazzini saputelli, e i padri erano mortificati. Non era un gioco per loro, che avevano imparato a leggere e scrivere nelle scuole serali dell’Ente di Riforma. Non posso dimenticare “attenti al cane”. Il figlio aveva scritto “atenti” con una t e il padre lo aveva sgridato: “si scrive con due t, che ti mando a fare a scuola!”. Poi rilegge e lo rimprovera più aspramente: “si dice attente al cane. Attente…”. Ne era seguita una discussione accesa che coinvolse altri. Insomma mi aspettavano e che tristezza dare torto a quel padre che rimase molto dispiaciuto. Cercavo sempre di recuperare qualche “lezione” antica come per “fronne”, ma ancora oggi ho una punta di amarezza per “attente”. Avrei potuto richiamarmi alla politica di genere e dire: “Si può scrivere anche ‘attente al cane’, anzi è più opportuno il femminile, quel cartello si rivolge soprattutto alle donne”. Era una consuetudine, all’imbrunire, dopo una giornata nei campi, che ragazzi, giovani, adulti (spesso anche le donne), seduti sul ponte parlassero di lingua italiana, di storia, del cielo e dello stelle. Alle mie storie si aggiungevano le loro (la guerra, l’emigrazione…). Discussioni “leggere”, fino a notte inoltrata, e la mattina ci si alzava alle cinque per mungere le vacche o raccogliere le barbabietole…
Mi ricordo la passione per la lingua italiana dei lavoratori che frequentavano i corsi delle “150 ore”, la premura di braccianti, operai… quando dovevano intervenire in una riunione. Che cosa è accaduto per ritrovarci, nei nostri tempi, con questo disamore per la lingua italiana?
Quasi tutti gli italiani parlano oggi la stessa lingua. Un dato importante per l’unità nazionale, un patrimonio per la democrazia. Una lingua che, maltrattata offesa utilizzata in patria in modo arrogante e superficiale, continua a essere amata (e molto) all’estero.
A cura di Paolo Cascavilla,
fonte futuriparalleli.it

"Ex Sangalli, uniti per il rientro in fabbrica di tutti i lavoratori"

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Monte Sant’Angelo. ”Nei giorni scorsi si è conclusa l’ultima fase dell’iter per individuare il nuovo proprietario dell’ex “Sangalli Vetro”: la turca Sisecam, grosso gruppo industriale del vetro, si è aggiudicata, attraverso l’asta fallimentare, la proprietà dello stabilimento di Macchia, mentre il rilancio fatto dal Fondo americano Elliott non ha trovato riscontro.
*FORZA ITALIA* spera che la fine di questo percorso metta un punto fermo alla vertenza e, soprattutto, allo sconforto dei lavoratori, che temono per il rientro in fabbrica solo di una parte di loro, specie perché non è stata data piena garanzia del rifacimento del forno fusorio in breve tempo. Inoltre, i lavoratori del settore “Sangalli satinato” sospettano che
Sisecam non contempli anche il loro riassorbimento: se così fosse, certamente non si può accettare una tale decisione! Sembra, comunque, che da parte imprenditoriale, stiano giungendo segnali distensivi e positivi.
*FORZA ITALIA* si augura che le Istituzioni del territorio comincino, finalmente, a lavorare insieme perché solo un’unità di intenti e di decisione tra gli amministratori dei Comuni interessati al progetto industriale della Sisecam porterà gli imprenditori a capire che il sistema territorio tiene ed è forte: il ricordo di promesse fatte e non mantenute, il volersi mettere a tutti i costi in prima fila con la spilletta del bravo della classe, il fare di una vertenza lavorativa una questione di appartenenza politica (peggio, partitica!) non giova a nessuno. Chi oggi ha responsabilità di governo, anche del territorio, deve unire e non dividere, deve conciliare e non schierarsi: i comportamenti divisivi e di parte troveranno la nostra ferma opposizione. Va detto che, nei mesi scorsi, “assordante” è stato il silenzio di chi, invece di essere attore fondamentale di tale vertenza, ricadendo, quel sito industriale, nel nostro
territorio, ha atteso alla finestra, facendosi tirare per la giacca ora da una parte ora dall’altra: la contraddizione e la mancanza di determinazione
in Politica portano a non essere considerati credibili!
*FORZA ITALIA*, come già detto in altre occasioni, auspica che gli attori istituzionali, i rappresentanti sindacali, i riferimenti politici locali, regionali e nazionali vigilino affinché la Sisecam non sacrifichi nessuno e, concluso finalmente l’iter di acquisizione del sito industriale, presenti quanto prima un dettagliato e concreto piano industriale con le indicazioni delle fasi di attuazione dello stesso: solo così gli operai e le loro famiglie, dopo quattro anni di battaglie, potranno tirare un sospiro di sollievo e guardare al futuro con serenità, mentre il Territorio potrà pensare ad uno sviluppo duraturo. La Sisecam sappia che troverà appoggio qualora il suo impegno per la nostra terra darà dimostrazione di
serietà e concretezza.
UNITI PER IL RIENTRO IN FABBRICA DI TUTTI I LAVORATORI, NON UNO DI MENO!
(Fonte: Forza Italia – Monte Sant’Angelo*)

Ciao mondo!

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Grande partecipazione ai progetti di Santino Caravella

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Ben 15 comuni di Capitanata hanno detto un “SI” convinto ai progetti di Santino Caravella; come annunciato durante la conferenza stampa, svoltasi a Palazzo Dogana meno di due mesi fa, con la tappa del 28 Maggio di Lucera e la partecipazione attiva di circa 4000 ragazzi e 35 scuole tra materne, elementari e medie dei vari comuni, nonché di alcune scuole di danza, stanno per terminare le registrazioni del videoclip “Vieni nella Daunia” ed iniziare quelle “Cittadino per un giorno”, videoclip e format prodotti da ArteNativa e Gisco Group, coordinati dal manager Nico Palatella e che veicoleranno il meglio delle abitudini, tradizioni e caratteristiche culturali, gastronomiche nonché gli scorci più suggestivi delle cittadine che hanno aderito al progetto dell’attore foggiano; il tutto avverrà attraverso i più gettonati canali social, ma anche televisivi e radiofonici.
L’entusiasmo dei giovani studenti per questa iniziativa sta rapidamente diventando “virale”, come nelle aspettative di Caravella nonchè del team di organizzatori e tecnici; questo lascia presagire un boom di presenze e visibilità sui canali social e televisivi che pubblicheranno le immagini del giovane comico di Made in Sud durante la sua “tournee” nella Daunia.
Basti pensare che le semplici “demo” di pochi secondi già pubblicate sulla fan page di Caravella hanno già superato le 250.000 visualizzazioni, ancora prima del lancio ufficiale del brano previsto per fine giugno 2018.
Le tappe di Santino nelle piazze lo hanno visto impegnato a Foggia, Lucera, San Giovanni Rotondo, Roseto val Fortore, Rocchetta, Orsara, Biccari, Panni, Rodi Garganico, Vico del Gargano, Lesina, Poggio Imperiale, Apricena, Peschici, Candela; alcune “assenze” illustri tra i comuni aderenti hanno stupito non poco gli organizzatori, essendo alcune di esse località note.
Ricordiamo che il videoclip “Vieni nella Daunia” e la serie di mini film “Cittadino per un giorno” accompagneranno gli stessi comuni alla prossima edizione della BIT – Borsa Internazionale del Turismo di Milano 2019 e saranno inoltre inseriti in una app che consentirà ai turisti di “visitare” in anticipo e con il proprio cellulare i luoghi che saranno oggetto di riprese e produzione video.
Tutt’altro che secondaria la presenza di partner privati; le aziende più propense alla comunicazione infatti hanno deciso di investire in questa iniziativa ed a prescindere dal settore merceologico, come si vedrà durante il tour e nei vari filmati e questo sta consentendo alle Amministrazioni maggiormente in difficoltà economiche, di essere comunque presenti. E’ un chiaro e virtuoso esempio di collaborazione tra pubblico e privato, sicuramente l’unica possibilità certa di sinergia per i prossimi anni.
Previsto al termine del tour uno spettacolo di raccordo che consentirà la proiezione di questi mini film in una sede unica – si pensa all’Anfiteatro Augusteo di Lucera; quella sera sarà inoltre ufficializzato, sempre con costi a carico della produzione, l’acquisto di un’apparecchiatura medica da destinare al reparto pediatrico di un ospedale di Capitanata.