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“Biotour Puglia”. Il Villaggio del Gusto a Trani

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Trani. Gustare la qualità significa consumare consapevolmente nel tempo informandosi e aggiornandosi su spazi e luoghi d’origine della produzione che spesso si trasformano in proposta turistica di alta gamma. Dalle masserie didattiche ai tour esperienziali nei luoghi della produzione agroalimentare: la Puglia offre al turismo green un patrimonio identitario
complesso che necessita di una comunicazione ragionata e orientata all’utente.
Le eccellenze agroalimentari rappresentano territori e culture da promuovere attraverso un attento uso di percorsi, strumenti e tecniche di comunicazione. L’incontro tra il prodotto agroalimentare a marchio ed il ristoratore, favorisce l’ottimizzazione della relazione produttore/consumatore e promuovere il saper fare del turismo green pugliese.
Il progetto “Biotour Puglia” mira a creare uno spazio di condivisione tra l’informazione di settore e i produttori dell’agroalimentare biologico pugliese impegnati anche in progetti di ricettività e edutainment nei territori di riferimento.
Le produzioni biologiche si presentano come modelli per la natura promuovendo valori, idee e relazioni di microterritori da comunicare. Valorizzare la progettualità turistico-culturale dei produttori biologici pugliesi e l’informazione curata dal giornalismo di settore è l’obiettivo primario del “Biotour Puglia”.
“Biotour Puglia” in Puglia è pensato per incentivare il turismo green e slow pugliese favorendo il contatto diretto a più livelli con l’offerta turistica: i ristoratori selezionati avranno la possibilità di partecipare ad un fam trip da parte delle aziende biologiche attive nella ricettività e nella didattica e produttori biologici impegnati anche nella commercializzazione di tour guidati alla scoperta dei territori di produzione. “Biotour Puglia” presenta i protagonisti del biologico made in Puglia come custodi di beni e presidi culturali dei microterritori
comunicando l’impegno diretto nella bioricettività e nell’edutainment come elemento distintivo dell’offerta turistica pugliese.
“Biotour Puglia” si propone di migliorare la veicolazione dell’offerta Turistica green pugliese promuovendo il valore della filiera corta nell’ospitalità e le garanzie di trasparenza e qualità dell’informazione di settore.
“Biotour Puglia” riconosce come target il turista informato e consapevole che ricerca occasioni esperienziali genuine a diretto contatto con la natura e i suoi “custodi” e predilige proposte turistiche che si presentano nella formula del format. I ristoratori ospiti prenderanno parte ad un programma di laboratori di trasformazione dei prodotti e cooking class, a sessioni di orientamento e di edutainment, ad esperienze di trekking enogastronomico. “Biotour Puglia” si presenta come progetto integrato di conoscenza e diffusione delle
eccellenze pugliesi tradotte in persone, relazioni e idee.

Foggia, gli over 65 sono pronti: “Si” all’invecchiamento attivo

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Foggia. Circa 870mila over 65enni in Puglia, oltre 180mila in provincia di Foggia: un “esercito” pacifico, àncora di salvezza per migliaia di giovani famiglie, risorsa strategica inutilizzata e trattata come un problema invece di essere considerata una opportunità. Ecco perché Cgil Cisl e Uil, unitariamente, domattina, martedì 19 giugno 2018, presenteranno a Foggia la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare su “Invecchiamento attivo e Buona Salute”. L’incontro con i giornalisti si terrà alle ore 11, nella Sala della Ruota di Palazzo Dogana. Alla conferenza stampa, oltre al presidente dell’Amministrazione Provinciale di Foggia, Francesco Miglio, prenderanno parte i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Foggia, rispettivamente Maurizio Carmeno, Emilio Di Conza e Gianni Rici, con i segretari delle federazioni dei pensionati dei sindacati confederali.
Alla raccolta firme, che è già cominciata su tutto il territorio regionale, hanno aderito anche Auser, Anteas, Ada, Centro di Servizi al Volontariato San Nicola, Csvnet e Forum del Terzo Settore. Non solo pensioni e assistenza sanitaria, l’invecchiamento attivo permette agli anziani di uscire dalla solitudine, avere cura di se stessi facendo attività fisica, studiando, coltivando il tempo liberato a favore della collettività col volontariato sociale e culturale. La proposta di legge di iniziativa popolare intende favorire finalmente un cambio di prospettiva: gli anziani possono fare moltissimo per rivitalizzare quartieri e luoghi di aggregazione, bisogna dare loro l’opportunità di potersi rimettere in gioco. Per fare questo, occorre una legge che risponda complessivamente ai problemi e alle potenzialità del mondo della terza età.

"Che Cosa Ci Siamo Fatti". Successo per "Briga" al Centro Commerciale (Foto)

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Successo al Centro Commerciale Gargano di Monte Sant’Angelo, domenica 17 giugno, per la presenza di “Briga“, che ha presentato “Che Cosa Ci Siamo Fatti” (Honiro Label/Sony Music), nuovo progetto discografico che segna il cambiamento nel percorso artistico del cantautore romano.
La crescita stilistica è evidente nell’album più maturo di Briga, un “concept” sull’incapacità relazionale dei ragazzi, sulle loro insicurezze, che confondono la richiesta d’amore con una richiesta di aiuto: 11 canzoni e una “ghost track”, con una linea musicale omogenea, quasi fosse un’opera in più atti, in un’escalation di emozioni.
Codice generazionale che descrive gli stati d’animo più disparati, “Che cosa ci siamo fatti” suona “Nineties”, è cantautorale – nell’accezione più originale del termine – con qualche ricercata citazione, è l’evoluzione di un artista con una grande voglia di sperimentare, che ha iniziato con il rap (“perché avevo paura di cantare”) per arrivare al british rock e al suono del piano elettrico Wurlitzer. Il progetto è, cosi, un’esperienza di ascolto inedita, un’immersione completa nel mondo di Briga e di questa (nuova) generazione, nata nel pieno della retorica della crisi di valori (prima che economica), con una digitale solitudine di fondo, che continua in ogni modo a cercare nuovi punti di riferimento … Briga oggi è un cantautore con meno di trent’anni ma, dal suo modo di comunicare e dai progetti realizzati fin qui, sembra che abbia vissuto almeno già due vite: da adolescente ha viaggiato molto all’estero, ha iniziato a scrivere musica in Danimarca, e a Madrid ha collaborato con artisti spagnoli, prima di rientrare a Roma, dove oggi vive. Le collaborazioni in studio e nei live con gli artisti più importanti della nostra musica e il talent “Amici” di Maria De Filippi lo hanno “consegnato” al grande pubblico, uscendo dai confini più underground (e ormai lontani) del rap.
“Che cosa ci siamo fatti” arriva dopo gli album “Alcune Sere”, “Never Again”, “Talento” – ispirato dal viaggio emotivo del suo romanzo, “Novocaina’ – Una storia d’amore e di autocombustione” (Rai Eri/Ninho de Rua), pubblicato lo scorso anno – ed è ricco di sonorizzazioni e soggetti cinematografici tanto da immaginare che, presto, possa diventare un film (magari con la regia dello stesso Mattia!?).
FOTOGALLERY STATOQUOTIDIANO.IT

Redazione StatoQuotidiano.it

La Mongolia selvaggia di Yeruldelgger a Foggia

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Foggia. “Sono un figlio della diaspora: come tutti gli armeni o le persone costrette a fuggire, ho fatto del mondo la mia casa”. Si descrive così, Patrick Manoukian. Editore prim’ancora che scrittore, giornalista e poliglotta, ormai famoso nel mondo delle lettere (e non solo) col nome di Ian Manook. D’altronde, come definire uno che a 18 anni ha fatto 40mila chilometri in autostop tra gli Stati Uniti e il Canada, per poi rimettersi in viaggio qualche anno dopo andando dall’Islanda all’Amazzonia in 27 mesi? Giramondo, autore di lingua francese, Ian Manook è l’inventore di una trilogia che, in Francia prima e nel mondo poi, ha letteralmente mozzato il fiato a centinaia di migliaia di lettori, facendo il pieno di riconoscimenti letterari e traduzioni, e rivelando ai lettori un personaggio – e un mondo – figlio della stessa straordinaria personalità del suo autore: Yeruldelgger. Mercoledì 20 giugno, alle ore 19, lo scrittore di origini armene incontra il pubblico di Foggia per presentare l’ultimo tassello della sua follia letteraria, dal titolo Yeruldelgger. La morte nomade (Fazi, 2018), terzo mosaico di un noir ambientato nella sconosciuta Mongolia di oggi, sospesa tra le tradizioni ancestrali e sciamaniche dei nomadi della steppa selvaggia e la modernità violenta della sua capitale, Ulan Bator. L’appuntamento all’aperto, in Piazza U. Giordano, tra le pochissime tappe previste dal tour italiano di Ian Manook, rappresenta l’incontro di taglio internazionale di questa terza edizione di Libri & Dialoghi, organizzata dalla Ubik insieme con l’Assessorato alla Cultura del Comune. A conversare con lo scrittore, chiamato a presentare anche i precedenti volumi della trilogia, saranno i lettori Claudio Sottile e Marcello Casalino del gruppo A qualcuno piace… Giallo. Introduzione a cura del direttore artistico della libreria, Michele Trecca.
La Mongolia sembra un paese indistruttibile, eterno, che in realtà potrebbe sparire nei prossimi venti anni, economicamente, politicamente e fisicamente. La Mongolia è come qualcosa che non sarebbe dovuto esistere. Un paese grande due volte e mezzo la Francia con solamente tre milioni di persone, di cui circa il 40% vive in una sola grande città. È una zona sismica terribile. Yeru l’ho scritto come un’incarnazione del suo paese”. Nelle parole dell’autore – intervista pubblicata su Minima & Moralia in concomitanza con la prima pubblicazione italiana – è concentrata l’essenza stessa del protagonista di questa straordinaria trilogia, Yeruldelgger, commissario di polizia dall’istinto vendicativo, chiamato a indagare su delitti che, attraverso la loro natura violenta, rivelano un mondo sconosciuto agli occidentali, sospeso tra tradizione e modernità e fotografato attraverso una narrazione a tratti folgorante: giallo, noir e libro di viaggio insieme. Prima di Yeruldelgger. La morte nomade, Yan Manook ha scritto Yeruldelgger. Tempi selvaggi (Fazi, 2017) e Yeruldelgger. Morte nella steppa (Fazi, 2016), volume d’apertura di una trilogia che, con oltre 200mila copie vendute in poche settimane, ha conquistato subito i lettori francesi, aggiudicandosi tutti i premi letterari a sfondo noir di Francia e, successivamente, anche i più importanti riconoscimenti dei tanti paesi dove è stato tradotto. Sventrata dalle multinazionali, sfruttata dagli affaristi, rovinata dalla corruzione, in questo terzo capitolo della trilogia Ian Manook racconta una Mongolia dei nomadi e degli sciamani che sembra aver venduto definitivamente l’anima al diavolo. “Yeruldelgger è un personaggio pienamente inscritto nella modernità – ha detto Manook descrivendo il protagonista dei suoi libri – col suo mestiere si misura con gli aspetti più tribolati e violenti della vita del suo paese, che dopo lo scontro con l’URSS, subisce altre influenze, in particolare cinesi e coreane. Manifesta la volontà di conservare le tradizioni millenarie mongole, legate all’educazione ricevuta in un monastero buddista… Il mondo intorno però, lo spinge alla violenza alla quale lui non vorrebbe cedere”.
Patrick Manoukian, letterariamente noto con lo pseudonimo di Ian Manook, è nato il 13 agosto del 1949 a Meudon, sobborgo a sudovest di Parigi, in una famiglia operaia. Editore, giornalista e scrittore, è stato un autore prolifico fin dall’adolescenza, ma non aveva pubblicato nulla fino al 2013, quando la casa editrice Albin Michel ha puntato su di lui con il primo tassello della trilogia di Yeruldelgger. Dopo una giovinezza da sessantottino e viaggiatore, nel 1987 ha creato un’agenzia di pubblicità specializzata nella comunicazione per il turismo, che dirige col figlio Julien e, successivamente, le Éditions de Tournon, casa editrice francese che si occupa di animazione e fumetto. Il personaggio di Yeruldelgger è strettamente legato al rapporto dell’autore con sua figlia Zoe che, nel 2007, l’ha portato in Mongolia per verificare da vicino il lavoro dell’associazione per l’adozione a distanza che finanziavano privatamente. Nel corso della sua lunga carriera come giornalista, ha scritto su Le Figaro, Télé Magazine, Top Télé, Vacances Magazine e Partir. Da anni residente a Parigi, Ian Manook resta profondamente legato alle sue origini armene, rivendicate anche dal punto di vista della scrittura: “La cultura della diaspora è speciale e ha costruito il mio sguardo composito sul mondo, il modo in cui ho vissuto, pensato e scritto”.

Miglio pronto ad incontrare dirigenza Alto Tavoliere San Severo

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Nelle ultime ore alcuni organi di stampa hanno riportato le dichiarazioni post campionato della dirigenza dell’Alto Tavoliere San Severo, la massima società calcistica cittadina, appena retrocessa, dopo ben cinque stagioni, dalla serie D.
“Ho letto le affermazioni della società sportiva del San Severo – commenta il Sindaco avv. Francesco Miglio – che sono conseguenziali della grande delusione di questa stagione dove il nostro club non meritava assolutamente di retrocedere. Purtroppo è andata così, siamo stati davvero sfortunati, ma la società ora giustamente deve ripartire e deve cercare di farlo nel miglior modo possibile. Da parte nostra posso assicurare che non lasceremo nulla al caso, l’Amministrazione Comunale è a completa disposizione della società: colgo l’occasione per invitare la dirigenza giallogranata a Palazzo Celestini per un incontro utile sotto ogni profilo ai fini della programmazione della nuova stagione agonistica. Siamo convinti che vi siano ancora le possibilità di un ripescaggio e di un pronto ritorno in serie D, ma su questo argomento, ovviamente, lo staff dirigenziale del San Severo è meglio informato. Intanto incontriamoci per una corretta pianificazione”.

San Severo. Assessori rimettono le deleghe al Sindaco Miglio

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San Severo. In data 14 giugno, con nota protocollata al n. 120/Gab. del 14.06.2018, il Vice Sindaco Francesco Sderlenga e tutti gli Assessori Municipali hanno rimesso le proprie deleghe assessorili al Sindaco avv. Francesco Miglio, il quale ne ha preso atto e nel Consiglio Comunale di giovedì scorso ed ha preannunciato l’avvio di una verifica politico – amministrativa, al fine di meglio identificare le azioni, le sinergie e gli obiettivi da raggiungere in vista dell’ultimo anno di mandato sindacale.
“Da una parte – commenta il Sindaco Miglio – ci pare indispensabile programmare azioni ed interventi per i prossimi mesi, per caratterizzare l’attività dell’Amministrazione Comunale e garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati in precedenza e quelli nuovi che saranno individuati nei prossimi giorni, anche alla luce delle tante opere che presto saranno cantierizzate o prenderanno il via. Quanto all’aspetto politico mi pare necessario verificare se in Consiglio Comunale vi siano i presupposti per ampliare i consensi di quest’Amministrazione, dunque capire se vi siano altri consiglieri, movimenti, partiti che vogliano supportare la nostra linea e condividere il documento politico per questo fine mandato, che sarà elaborato nei prossimi giorni, quando avrò ultimato una serie di incontri già in agenda”.

Capitaneria, presentazione operazione "Mare Sicuro 2018"

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Manfredonia. Mercoledì 20 giugno, a partire dalle ore 10.30, nella prestigiosa cornice della “Sala Convegni” del Polo Museale di Piazza Duomo a Trani si terrà la conferenza stampa di lancio dell’Operazione “Mare Sicuro 2018”.
Come ogni anno prende il via l’operazione che per l’intera stagione estiva impegnerà la Guardia Costiera lungo tutto il litorale della Puglia e della Basilicata jonica fino a Policoro, con il massimo dispiegamento possibile di uomini e mezzi pronti ad intervenire in caso di soccorsi ed emergenze.
Quest’anno per il lancio dell’operazione il Direttore Marittimo, l’Ammiraglio Giuseppe Meli, e i suoi più stretti collaboratori, saranno affiancati da due “testimonial” d’eccezione, vale a dire due personalità che, per passione sportiva e per l’attività svolta, contribuiranno con la propria immagine a sensibilizzare l’utenza (bagnanti, diportisti, subacquei) sul corretto e sicuro uso del mare: il velista barese Paolo Semeraro e l’apneista salentino Michele Giurgola.
L’obiettivo è quello di diffondere la “cultura dell’autocontrollo” e del “buon comportamento”, e prevenire gli incidenti responsabilizzando e rendendo più consapevoli delle regole tutti coloro che usufruiscono del mare durante il loro tempo libero.
Per i giornalisti e operatori video presenti sarà possibile, dopo la conferenza, imbarcarsi su una motovedetta della Guardia Costiera, per successive riprese ed interviste.

25 anni fa, il primo matrimonio da Peppe Zullo

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Orsara di Puglia. Sono passati esattamente 25 anni da quando, il 19 giugno 1993, Nuova Sala Paradiso di Peppe Zullo accoglieva il suo primo matrimonio, col ricevimento nuziale di Carmen e Giuseppe. “E’ una storia che non riguarda solo Peppe Zullo e Orsara, ma tutto il territorio”, ha dichiarato il sindaco di Orsara di Puglia, Tommaso Lecce. “Peppe Zullo col suo esempio, il suo investire sul suo paese, ha dato innescato un processo di sviluppo che ha cambiato la sostanza e l’immagine prima di Orsara e poi dei Monti Dauni, facendoci capire quanto sia ricco il nostro patrimonio culturale, storico e produttivo”, ha aggiunto il sindaco. Dal 1993, in 25 anni, nelle sue strutture Peppe Zullo ha “celebrato” circa 2000 matrimoni, entrando nell’album dei ricordi di migliaia di famiglie. Ciò di cui il “cuoco contadino” va più orgoglioso è avere creato economia sociale: attorno alla sua attività, è cresciuto direttamente un importante indotto fatto di produttori e produzioni locali, maestranze al lavoro in sale e strutture che sono andate sviluppandosi. Indirettamente, invece, la nascita di Nuova Sala Paradiso, una delle prime sale ricevimenti dei Monti Dauni, ha dato il via alla “scoperta” di Orsara di Puglia come destinazione turistica, luogo da visitare, posto in cui assaporare qualità ed eccellenza della cultura enogastronomica pugliese non solo da Peppe Zullo, ma anche nei ristoranti orsaresi nati negli anni successivi.
PEPPE ZULLO SECONDO FRANCO ARMINIO. Un processo storico messo bene in evidenza da Franco Arminio, scrittore e paesologo: “Una volta da Orsara si andava a Milano, ma da Milano nessuno veniva a Orsara”, ha scritto Franco Arminio nella presentazione di una recente edizione di Appuntamento con la Daunia. “Con Peppe è cominciato un nuovo movimento, Milano non è più la cosa che ci manca, ma siamo noi la cosa che manca a Milano”. “Andare da Peppe Zullo – ha aggiunto il paesologo – non significa andare semplicemente in un ristorante, che è insieme raffinato e popolare, ma partecipare a una rivoluzione che rimette la terra al centro dell’economia e la passione al centro delle relazioni umane”.

LA TERRA AL CENTRO. “Oggi è un giorno speciale”, ha spiegato il cuoco-contadino. “Da 25 anni, abbiamo messo la nostra terra, il nostro territorio, al centro di un progetto di sviluppo che è in continua evoluzione”. Eh già, perché da quel 1993 tante cose sono cambiate. Dopo il ristorante e la prima sala ricevimenti, sono nate prima la Cantina del Paradiso premiata dalla Biennale Internazionale di Architettura di Venezia, poi la grande struttura per eventi e matrimoni di Villa Jamele, premiata col riconoscimento Unesco della Fabbrica del Paesaggio. “Non ci siamo mai fermati”, ha ricordato Peppe Zullo. Ed è proprio così. Lo chef pugliese più famoso nel mondo ha sempre reinvestito, rilanciato la sfida, facendo approdare la propria filosofia e i prodotti del territorio all’Expo di Milano e, prim’ancora, facendoli conoscere a milioni di persone in tv, nelle trasmissioni Rai, alla Luiss di Roma e in altri importanti contesti nazionali e internazionali.
IL FUTURO E’ NELLA NATURA. Lo ha sempre sostenuto Peppe Zullo: “The future is in nature”, il futuro è nella natura. “L’innovazione più grande è tornare a capire l’equilibrio e il miracolo che fanno sorgere una pianta, preservano le sue radici, danno vita alla biodiversità. Il rispetto e l’amore sono la linfa che nutre la vita: da questo ricominciamo ogni giorno, da 25 anni, vivendo costantemente il futuro e costruendolo insieme”.

Foggia. Intitolazione via in memoria On Stefano Cavaliere

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Foggia. «È con vero sentimento di riconoscenza ed affetto che oggi il Comune intitola una strada alla memoria dell’on. Stefano Cavaliere. Un gesto doveroso, che inserisce nella nostra toponomastica un nome importante per la storia della politica e delle istituzioni di Foggia e della Capitanata. Noto avvocato, già consigliere comunale tra il 1956 ed il 1960, l’on. Cavaliere ha legato la sua figura innanzitutto ad impegno parlamentare portato avanti con dedizione, passione ed amore per il nostro territorio, dapprima nelle fila del Partito Nazionale Monarchico per le prime due legislature e poi nella Democrazia Cristiana.
Quella dell’on. Stefano Cavaliere è stata una figura di riferimento per l’intera provincia di Foggia, che ha saputo rappresentare al meglio le istanze e le necessità della nostra terra . E sono ancora tanti i cittadini che ricordano la sua dedizione, la sua rettitudine ed il suo rigore, rivolti esclusivamente alla crescita della Capitanata.

D’altro canto parliamo di un esponente politico la cui attività parlamentare è stata di assoluta rilevanza, con ben 156 proposte di legge, 94 atti di indirizzo e controllo e 158 interventi nelle discussioni delle proposte e disegni di legge. Per le sue qualità, molto apprezzate in campo internazionale, egli ha ricoperto l’incarico di componente del Consiglio d’Europa e dell’Assemblea dell’Unione dell’Europa Occidentale per oltre un decennio, mettendosi in evidenza nei dibattiti, specialmente in tema di difesa e di politica estera, oltre ad essere stato presidente della Federazione provinciale Combattenti e Reduci di Foggia.
Nel 1967 l’on. Cavaliere ha fondato l’associazione “Famiglia Dauna di Roma”, ricoprendone la carica di presidente per il primo decennio, a dimostrazione di un amore per il territorio sempre vivo, finalizzato a valorizzare la storia, la cultura ed il patrimonio artistico della provincia di Foggia.
Oggi la nostra città salda un debito di riconoscenza, riconoscendogli il giusto merito per la sua carriera politica ed istituzionale, per il suo valore professionale ma, soprattutto, per aver amato Foggia e la Capitanata in modo sincero e generoso».

"Da D’Avenia alla Stret art, le controtracce desiderate dagli studenti per la maturità"

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Altro che Pirandello, boom economico e ricorrenze storiche, gli studenti italiani delineano le loro contro-tracce per la maturità 2018 e collocano nelle buste temi e argomenti propri dello spirito del loro tempo. Per l’analisi del testo vorrebbero brani tratti dai romanzi di Alessandro D’Avenia (35%) o Chiara Gamberale (21%); dedicherebbero un saggio breve in ambito socio-economico alle nuove professioni digitali (46%), – influencer, youtuber e social media manager – sostituirebbero il futurismo con la street art (37%); racconterebbero quanto la musica (47%) sia oggi un modo per stringere relazioni (44%), raccontare e diffondere messaggi sociali (39%) e riflettere sulle problematiche che riguardano la generazione Z (36%).
E’ quanto emerge da uno studio promosso dal Sanpellegrino Campus (https://www.sanpellegrino-corporate.it/it/sanpellegrino-campus), condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analisys) su circa 2.500 studenti alle prese con la maturità attraverso un monitoraggio online sui principali social network, forum e community dedicate per capire il loro stato d’animo e le loro preferenze in fatto di temi e argomenti.
Cosa rappresenta per uno studente l’esame di maturità? Per un ragazzo su 3 (33%) è la prima grande prova in cui si deve dimostrare il proprio valore, per altri è solo “l’ultima rogna prima delle vacanze” (24%). Con quale atteggiamento si approcciano gli studenti agli esami? I sentimenti maggiori provati dagli studenti in questo periodo sono ansia (52%) e preoccupazione (44%). Appena il 18% si dichiara relativamente sereno, mentre solo il 16% si sente tranquillo.
Quali sono le principali problematiche che affrontano gli studenti in questo periodo? Ben 6 ragazzi su 10 (62%) confessano di fare fatica a farsi un’idea di quelle che potrebbero essere le tracce scelte per la prima prova, altri ritengono di essere in sovraccarico nervoso (42%) o ammettono di incappare in vuoti di memoria quando si trovano a ripassare (36%). Da cosa dipendono tali stati emotivi? Sui vari forum e social network, gli studenti ammettono che la poca serenità personale dipende dalla testa già in vacanza (26%), mentre per quanto riguarda l’ansia delle tracce ben un ragazzo su 2 (49%) la rimanda al destino, e si augura di non averlo troppo beffardo (72%).
Quale autore vorresti per l’analisi del testo? A trionfare sono gli scrittori giovani, contemporanei e autori di romanzi di grande successo. Il 35% dei ragazzi auspica di poter trovare in busta l’analisi di un brano tratto da “Ogni storia è una storia d’amore” di Alessandro D’Avenia. Al secondo posto tra gli scrittori più gettonati si piazza Chiara Gamberale (21%), di cui sperano di trovare un brano del romanzo “Quattro etti d’amore”. Chiude il podio Niccolò Ammaniti con il suo “Io non ho paura” (16%), e a seguire ci sono Margaret Mazzantini (15%) con “Non ti muovere” e Fabio Volo (13%) con “E’ una vita che ti aspetto”.
Per quanto riguarda il saggio breve quali temi vorresti affrontare? Anche in questo caso le speranze dei giovani risiedono in temi molto più vicini al loro sentire. L’ambito artistico-letterario è dominato da tutte le forme di street art (37%), ritenuta la forma espressiva privilegiata dalle generazioni di oggi. Per quanto riguarda l’ambito socio-economico, il classico “boom economico” è solo un lontano ricordo, dal momento che il 46% dei ragazzi si soffermerebbe volentieri a scrivere dei lavori del nuovo millennio, ovvero le professioni digitali come influencer, youtuber e social media manager. Sempre il web poi è l’argomento desiderato da un ragazzo su 2 (52%) per il saggio storico-politico, in particolare spiegando perché è diventato il luogo principale per informarsi e partecipare. Infine, per l’ambito tecnico-scientifico, niente più uomo sulla luna ma App per ogni uso e di ogni tipo: il 27% dei giovani vorrebbe raccontare infatti come hanno cambiato e facilitato la vita, dai viaggi al cibo agli incontri.
Quale tema storico vorresti trattare? Quello più desiderato è l’insicurezza e la paura degli attentati, indicato dal 58% dei ragazzi. Alla base di questa scelta ci sono tutte le conseguenze sulla loro vita sociale, dal timore di fare un viaggio all’estero (33%) a quello di non potersi godere in maniera del tutto spensierata un concerto (32%) o momenti di svago con gli amici (28%).
Per quanto riguarda il tema di attualità, quale argomento ti affascina particolarmente? Anche in questo caso l’impegno si sposa con lo stile di vita dei giovani di oggi. Così il 47% dei ragazzi monitorati vorrebbe anche carta bianca per raccontare quanto la musica – e i nuovi generi come il rap e l’hip hop (63%) – sia oggi un modo per socializzare (44%), raccontare e diffondere messaggi sociali (39%) e riflettere sulle problematiche che riguardano la generazione Z (36%)