"Imperial", usura fino a tassi del 580%: 4 arresti

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Foggia.  Nelle prime ore della mattinata odierna, nell’ambito di un’attività coordinata dalla Procura di Foggia, Agenti della Sezione di P. G. presso la Procura e della Squadra Mobile della Questura di Foggia hanno eseguito, per il reato di usura, la misura cautelare nei confronti delle seguenti persone: Aniello Palmieri, nato a Foggia classe 1956, pregiudicato per reati associativi di stampo mafioso; (carcere ) Francesco Lioce nato a Foggia classe 1967, pregiudicato;(carcere) Antonio Battiante, nato a Foggia, classe 1960,pregiudicato;( carcere ) Gaetano Carella, nato a Foggia classe 1955, incensurato.(arresti domiciliari).
Le indagini avviate dalla sezione di P.G. presso locale Procura  hanno avuto inizio a seguito del tentativo di suicidio verificatosi nel gennaio del 2016 di un piccolo esercente di un’ attività commerciale, avvenuta a causa della sua grave esposizione debitoria con i soggetti indagati. Una importante e proficua attività di collaborazione successivamente avviata dagli investigatori con la vittima, consentiva di carpire dalla stessa la rilevante situazione debitoria cui si era esposta a decorrere dall’anno 2008.

A fronte di migliaia di euro nei vari anni ricevuti aveva dovuto versare un tasso usurario che oscillava tra il 30% ed il 580%. Nell’ambito dell’indagine fondata su varie attività di natura tecnica emergeva altresì la posizione debitoria di altre vittime, fra liberi professionisti, piccoli imprenditori e operanti nel mondo della scuola, anche loro costrette a versare interessi che superavano notevolmente il tasso soglia limite stabilito dalla legge.
A riscontro delle attività tecniche, particolarmente importanti si sono rilevate le dichiarazioni collaborative delle vittime usurate, nonché la copiosa documentazione sequestrata negli immobili nella disponibilità degli indagati.
Fondazione Buon Samaritano. ”La denuncia aiuta sempre a superare la piaga e la solitudine di chi è vittima di usura. La paura è un sentimento solipsistico, il coraggio è invece una dimensione collettiva, come dimostrato dall’operazione “Imperial”, messa a segno dagli inquirenti nella nostra città. Ancora una volta una vittima, dopo essere scampata al disperato tentativo di suicidio, si è affidata allo Stato, con senso di responsabilità e fiducia. Da parte della Fondazione Antiusura Buon Samaritano va il plauso alla preziosa attività investigativa condotta dalla Polizia di Stato, per mezzo della Sezione di Polizia Giudiziaria, e dalla Procura di Foggia per aver scardinato il paradigma dell’omertà, che ancora purtroppo affligge la nostra comunità, grazie ad una rete di piena e convinta affermazione della legalità.
Come emerge dell’ultima relazione annuale del Commissario per Il coordinamento delle Iniziative Antiracket e Antiusura, spesso, anche quando le indagini giudiziarie accertano la responsabilità di estorsori ed usurai, le stesse vittime si ostinano a tacere, o a minimizzare, anche a costo di affrontare imputazioni per favoreggiamento.
Ma non è stato questo il caso. La denuncia ha permesso di individuare una fitta trama di sommersione, un aspetto questo che deve allertare le istituzioni e i soggetti preposti alla erogazione di prestiti al consumo e allo sviluppo delle attività commerciali e professionali. I processi di impoverimento e le “miserie urbane” vecchie e nuove non possono essere una miccia alla formazione di un tessuto sommerso di credito usuraio e disumano.
La Fondazione è pronta al suo ruolo di sostegno solidaristico alle vittime con il fondo di solidarietà per rilanciare e ridare luce all’esistenza di chi ha subito vessazioni e condizionamenti criminali, restituendo dignità e liberando così sane ed efficienti energie produttive”.
 
Redazione StatoQuotidiano.it
 
 
 

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