Lavoratori Manfredonia Vetro "Ecco perchè abbiamo detto no alla Sisecam"

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Manfredonia, 12 giugno 2018. ”Domenica 10 giugno gli operai della Manfredonia Vetro si sono riuniti in assemblea unitaria per decidere se approvare o meno l’accordo sull’articolo 47 per la cessione del ramo di azienda da parte della Sisecam.
Per comprendere meglio quale dura scelta hanno dovuto affrontare i lavoratori è doveroso fare alcune precisazioni.
La procedura è stata aperta l’ultimo giorno utile da parte della società Sisecam prima della scadenza dei termini di legge per il passaggio di proprietà dell’azienda dopo l’aggiudicazione all’asta dello scorso aprile. Da subito le organizzazioni sindacali si sono adoperate nella richiesta dell’incontro con la società e il primo incontro è avvenuto il 30 maggio. Nello stesso le proposte sul tavolo erano 60 dipendenti subito, impiegati 0, e il resto a necessità dopo il primo gennaio 2019. Ovviamente in quella sede i sindacati, riscontrata la enorme difficoltà nell’affrontare la discussione, hanno chiesto in maniera irrituale di spostare il tavolo a livello regionale, con un incontro svoltosi il 2 giugno scorso. Nel corso della discussione è emerso che la società non si è voluta formalmente impegnare con la Regione per il rifacimento del forno fusorio, che è segno di garanzia per il rientro di tutti i lavoratori in forza alla Manfredonia.
A valle del fatto che la regione abbandonato il tavolo e dopo essere emersa la possibilità di un rilancio da parte della concorrente, fondo di investimento Elliot, la società ha presentato un accordo con un approccio più morbido, vale a dire: 60 dipendenti subito il resto assunto dal primo gennaio 2019 e subito messo in Cigs, cassa che dovrebbe essere poi approvata dal Ministero.
Alla fine di tutti gli incontri ai lavoratori è stata prospettata la seguente proposta: 60 dipendenti subito assunzione per 15 giorni full time dal primo gennaio per tutto il resto per poi chiedere sempre la cassa integrazione. Ovviamente anche in questo caso la società non ha voluto garantire al livello regionale il piano industriale e questo è un punto cardine al quale i lavoratori non hanno voluto derogare.
Teniamo a sottolineare che nell’assemblea è stata praticata una scelta dura ma inevitabile di fronte al fatto che la società Sisecam imperterrita continua a non dare garanzie sulla ricostruzione del forno fusorio. Nonostante il duro momento, non è stato certamente semplice rifiutare l’offerta di Sisecam che comunque non garantiva l’occupazione a lungo termine nel territorio.
Con questo comunicato intendiamo esprimere le ragioni che ci hanno indotto a fare una scelta così dura scelta che sottolineiamo nuovamente non è stata semplice ma sopportata dal fatto che dal 11 dicembre 2014 il nostro unico obiettivo è la ripartenza del forno, elemento che permetterà a 200 famiglie del territorio, all’unico stabilimento del sud Italia, a una provincia martoriata dalla disoccupazione, di rivedere quella luce in fondo al tunnel che stiamo raggiungendo.
Intendiamo rigettare al mittente le accuse di aver rifiutato un’opportunità. Per noi quella della Sisecam come ci è stata presentata più che un’opportunità ci è sembrata un percorso che non conduceva alla ripartenza dell’intero sito.
Ringraziamo tutte le parti politiche che non sono state indifferenti alle esigenze dei lavoratori e hanno semplicemente auspicato la soluzione più opportune per il territorio e per i lavoratori che da 42 mesi con il territorio Si battono per la dignità cioè il proprio lavoro”.
(Lavoratori presidio Sangalli Vetro Manfredonia)

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