118, associazioni e internalizzazioni: un lavoratore scrive a Emiliano

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Alla c.a. Presidente Regione Puglia M. Emiliano;
Alla c.a. Rappresentanti del Consiglio Regionale Puglia;
e p.c. organi di stampa

Buonasera Presidente Emiliano, buonasera a Voi rappresentanti dei cittadini pugliesi in consiglio regionale.
Lo scrivente cittadino della provincia di Foggia, vorrebbe chiedere delucidazioni in merito alla oramai saltata internalizzazione dei lavoratori del 118 della provincia di Foggia e metterVi a conoscenza delle problematiche che quest’ultima risolverebbe. Chi Vi scrive è un operatore sanitario fuori da ogni interesse poiché già dipendente di Sanitaservice e che da oramai 10 anni ha trovato la propria stabilità dal punto di vista lavorativo.
Con la notizia dell’improvvisa interruzione del processo di internalizzazione riguardante 5 delle 20 postazioni ancora non controllate dalla società inhouse della ASL FG, si è spento l’ultimo lumicino di speranza per colleghi che oramai da anni sono parte del cuore pulsante del servizio di emergenza-urgenza 118 con sacrificio e molte rinunce. Sembrava che, dopo 10 anni dalla prima tranche di internalizzazioni, fosse arrivato anche il loro momento ma pare che non sia così…
Sapete cosa vuol dire lavorare per 180-200 ore al mese senza percepire regolarmente il proprio compenso, tra l’altro sottopagati, e chiedere soldi in prestito ai propri familiari, poiché le associazioni (…) di volontariato hanno altre “priorità” (…) e a rimetterci sono sempre e solo i lavoratori;
È possibile che ancora oggi nel 2018 si possa permettere a questi signori (le associazioni) di (parlare di,ndr) volontariato pagando 10-15 euro un turno da 12 ore a soccorritori poiché volontari; Come può essere volontario un operatore che effettua più di 150 ore mensili?? Questo sembra a tutti gli effetti lavoro nero.
Come può una figura sanitaria di importanza fondamentale come quella dell’infermiere essere al giorno d’oggi volontaria??.. sapete cosa comporta prendere decisioni sanitarie a volte salvavita con il rischio di sbagliare e andare incontro a denunce di vario tipo, di non essere tutelati ai fini infortunistici, di essere sottopagati (rimborsi che variano dai 45 agli 80 euro per turno di 12 h).
Come si può permettere ad alcune di queste associazioni di poter operare nonostante non iscritte o cancellate dall’elenco regionale delle associazioni di volontariato??
Come si può permettere ad alcune di queste associazioni di poter operare dove hanno già creato problemi al personale medico e sono in corso querele e denunce??
Queste sono solo alcune delle problematiche che un passaggio di questi lavoratori in Sanitaservice risolverebbe definitivamente e che permetterebbe a centinaia di famiglie una vita più serena e dignitosa, un miglioramento della qualità del servizio al cittadino ed una soddisfazione professionale maggiore ad operatori sanitari che quotidianamente mettono testa, cuore e braccia per mandare avanti quello che oggi è il motore del servizio sanitario pugliese, ovvero il 118.
Sperando che non passino altri 10 anni per completare un processo fisiologico quale è l’internalizzazione e quindi l’uguaglianza tra stesse figure professionali nella stessa provincia, Vi porgo distinti saluti in attesa di una Vostra esaustiva risposta.
F.to un umile operatore sanitario

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