‘L’isola che c’è’ si trova a Parco San Felice a Foggia

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Foggia, 19 maggio 2018. Un messaggio whatsapp al giorno, fra spettacoli teatrali, mostre, musica. Arrivano da Giuseppe D’Urso, che di parco S. Felice si occupa a tempo pieno: “Li invio dal mio numero perché hanno scelto la mia banca dati, era la più ricca… Ne parco sono uno che dà una mano, metto a disposizione la mia esperienza di amministratore e di insegnante di scuola”. Dalla politica al Comune e alla Provincia, fra consiglio e giunta, dalla cattedra in un’aula alla storia di Parco S. Felice, rinominato ‘Centro Polivalente Parcocittà’. 13 anni di abbandono e poi un finanziamento del governo con cui è risorta l’area verde della città, 400 ettari, la più grande. E’ di queste ore, inoltre, la notizia che sarebbe lui, l’ex capogruppo Pd al Comune con il sindaco Gianni Mongelli, il nuovo presidente del Teatro pubblico pugliese, nomina ancora da ufficializzare. Intanto è partita ‘L’isola che c’è’, un nuovo progetto per i più piccoli e le loro famiglie.
A due anni, quasi, da quella scommessa, il polmone verde della città respira aria di cultura, e si rigenera periodicamente. Il bando originario, quello che ha permesso di riprendersi un’area molto degradata, dura di 5 anni (2 sono già trascorsi), quello appena approvato, un bando di un’impresa sociale con sede a Roma, è stato vinto da Foggia e da Bari, una sola città della Capitanata.

A sinistra D’Urso (st)

In che cosa consiste ‘L’isola che c’è’?
E’ un progetto contro la povertà educativa, che è diversa da quella economica. Può succedere che anche chi ha possibilità economiche non si renda conto dell’importanza della scuola, del nido, dei laboratori per la crescita del bambino.
Qual è il finanziamento?
Trecentomila euro per ‘L’isola che c’è’, presentato con il Comune di Foggia, e che si basa sulla costruzione di un ludoparco, strutture per famiglie, sportelli informativi. Le scuole vengono da noi e noi andiamo da loro, ha durata triennale. Il ludoparco è una forma di gioco molto avanzata per i bambini, con la sabbia, con l’acqua, non ci sono altri esempi in città. Il sindaco e l’assessore all’istruzione Claudia Lioia sono venuti alla presentazione perché il finanziamento ottenuto da Foggia è motivo di orgoglio per la città.

Il team era già presente nel gruppo che si occupa del parco?
Sì, abbiamo pedagogisti, sociologi, psicologici, abbiamo 300 iscritti di cui 40-50 persone attivamente impegnate.
D’Urso la sua macchina, poco prima della manifestazione di ‘Libera’ in città, è stata incendiata. Lei ha un’idea di cosa possa essere successo?
Ci sono indagini in corso, la macchina è stata incendiata proprio nel cortile di casa. Abbiamo pestato i piedi a qualcuno, probabilmente, a chi usava questo spazio per altri scopi, ora la musica è cambiata.
Come vi finanziate, dato che il finanziamento iniziale era per strutture e recinzione?
Stiamo andando avanti con risorse nostre, con qualche ticket che si paga per delle attività.
La sorveglianza del luogo era il cruccio prima di partire.
Il sistema di antifurto e video sorveglianza funziona bene, non ci possiamo permettere una guardanìa fissa ma c’è un impegno personale di tutti, anche di chi ha adottato delle aiuole, bisogna riconoscersi nel bene comune.
Fastidi dalla gente del luogo? E’ un quartiere di periferia, con una popolazione di diversa estrazione sociale.
Le babygang ci sono, ogni tanto si verificano episodi di vandalismo: loro rompono la rete? e noi la rimettiamo, vedremo se vincono loro o noi. Ci dà una mano come deterrente l’associazione di volontariato dei carabinieri.
Con il Comune i rapporti come sono, a parte le manifestazioni di rito? Collaborate?
Insomma, stiamo ancora discutendo, quindi è presto per parlarne. Noi pensiamo ad una rassegna cinematografica in estate che qui attrarrebbe molte persone. Ma mi preme dire che abbiamo dimostrato, soprattutto, che la rassegnazione si può vincere, questo è un esempio di cittadinanza attiva, prima questo era uno spazio off-limits, ora è luogo di socializzazione e cultura.
A cura di Paola Lucino,
Foggia 19 maggio 2018

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